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COMUNICATO STAMPA - AREA DELL’EX CINEMA CASTELLO: SI RIAPRE IL CASO

Com.stampa n. 04.2015                                                    Mola di Bari (BA), 06/02/2015

 

 

 

AREA DELL'EX CINEMA CASTELLO: SI RIAPRE IL CASO

Il Consiglio di Stato con Ordinanza n. 02715 del 29/12/2014 ha sospeso il procedimento rimettendo il caso al Tribunale di Bari anche a seguito della numerosa documentazione probatoria prodotta dall'Ente.

 

L'Amministrazione Comunale comunica ed accoglie con soddisfazione il pronunciamento del Consiglio di Stato in merito al ricorso promosso dal sig. Roberto Patano per l'esecuzione della Sentenza n. 5166 del 2009 resa dalla V Sezione dello stesso organo giurisdizionale di II grado amministrativo che annullò l'Ordinanza Sindacale n. 101 del 07.05.1996 di acquisizione dell'area dove sorgeva il Cinema Castello.

Con Ordinanza n.02715 del 29/12/2014, il Consiglio di Stato ha infatti disposto "la sospensione del giudizio per pregiudizialità, ai sensi dell'art.59 del processo amministrativo e dell'art.295 del codice di procedura civile".

La sospensione del Giudizio è stata disposta dal Consiglio di Stato a seguito dell'instaurazione dinanzi al Tribunale di Bari, da parte del Comune di Mola di Bari, del giudizio finalizzato ad accertare l'effettiva proprietà dell'area, la cui prima udienza di comparizione è fissata per il prossimo 23 febbraio.

I giudici di Palazzo Spada hanno stabilito in sostanza, che avendo il Comune di Mola contestato il diritto di proprietà del ricorrente sig. Roberto Patano rispetto all'area in questione che rientrerebbe in realtà nell'ambito del demanio pubblico per essere stata coperta dal mare sino a oltre la metà del 1800 e per trovarsi la stessa in adiacenza all'antico fossato del Castello Angioino, occorre accertare, in via pregiudiziale, "la titolarità dell'area in questione"; poiché tale accertamento non rientra nella competenza del giudice amministrativo, ma in quella del giudice ordinario, il giudizio promosso innanzi al Consiglio di Stato resterà sospeso fino a quando non interverrà una decisione a riguardo, da parte del giudice competente.

Tale decisione è scaturita a seguito dell'intensa attività promossa dall'Amministrazione Comunale, che ha sempre creduto nelle tesi sostenute dall'instancabile Enzo Linsalata e dal preziosissimo studioso e consulente Pasquale Trizio, egregiamente supportati dall' Avv. Filippo Lorusso, dell'Ufficio Contenzioso del Comune e dall'Avv. Luigi Paccione, difensore dell'Ente nei giudizi pendenti sia innanzi al Consiglio di Stato, che al Tribunale di Bari.

L'attività, realizzata grazie a numerose ricerche d'archivio effettuate direttamente presso gli Archivi Storici e Notarili di Bari, Trani, Napoli, Roma e Venezia, ha permesso all'Ente di trovare importanti documenti storici che attesterebbero la demanialità dell'area e quindi la sua inalienabilità.

Particolare interesse hanno suscitato sia le ricerche relative all'esatta individuazione, nel tempo, della particella catastale inerente l'area in questione, sia il reperimento di un provvedimento dell'Autorità Locale dell'epoca che, ponendo fine ad una causa per "usurpazione" di quel suolo ad opera del Duca di Rodi Caracciolo, espressamente definisce la natura "pubblica" di quell'area.

E' una notizia estremamente positiva per la collettività molese; ricordiamo che la sentenza del Consiglio di Stato del 2009, aveva destato molta preoccupazione nell'opinione pubblica in quanto, imprevedibilmente e in netta controtendenza rispetto alle precedenti decisioni a riguardo, condannava l'Ente Comunale a restituire l'area antistante il Castello Angioino o, in alternativa, al pagamento di un indennizzo in favore di colui il quale era stato riconosciuto proprietario.

Ora è tutto nelle mani del giudice civile; certo, la "partita" è tutt'altro che conclusa e l'Amministrazione non intende, sicuramente, "mollare l'osso", tant'è che l'attività di ricerca e studio continua, al fine di verificare la giuridicità degli ulteriori "passaggi" di proprietà di quel suolo.

Tale decisione rappresenta ad ogni modo un importante tassello verso la soluzione definitiva dell'annosa vicenda.

"Non posso che esprimere la mia più viva soddisfazione per il pronunciamento del Consiglio di Stato che rappresenta il risultato di un'intensa attività di ricerca svolta dall'Amministrazione Comunale, dall'Ufficio Legale dell'Ente guidato dall'Avv. Filippo Lorusso, dal tenace Enzo Linsalata, dal consulente Pasquale Trizio e dal difensore legale del Comune, Avv. Luigi Paccione, con i quali mi sono recato personalmente in giro per l'Italia per ricostruire la vicenda storica dell'area dell'Ex Cinema Castello", dichiara soddisfatto il Sindaco Diperna. "Grazie a questa attività siamo riusciti a ribaltare l'impostazione giuridica data nel 2009 dal Consiglio di Stato. Confidiamo che il Tribunale di Bari faccia adesso definitiva chiarezza sulla questione che riveste un'importanza fondamentale per la nostra collettività".

"Questa notizia positiva rappresenta infineconclude il Sindaco Dipernala conferma della professionalità e della correttezza con la quale l'Amministrazione Comunale e l'Ufficio Legale dell'Ente gestiscono i contenziosi. Ne sono dimostrazione, a mero titolo esemplificativo la transazione dell'Ex Municipio che ci ha consentito di chiudere numerose vertenze nonché di riprendere i lavori previsti e scongiurare il rischio definanziamento o la transazione con l'ex IACP (ora ARCA) per il pagamento a favore del comune dell'ICI riferito al periodo 1999-2007. Sono quindi false, nonché destituite di ogni fondamento le voci, messe in giro da un partito di opposizione, di un comune sull'orlo di un fantomatico predissesto a causa dei contenziosi. L'ordinanza del Consiglio di Stato dimostra che con questa amministrazione vi è stato un cambio di passo anche sotto questo aspetto".

 

 

Ufficio di Segreteria del Sindaco


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